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Non Autenticato
il 2001-07-16 10:55:00.0 alle 2001-07-16 10:55:00.0
Andiamo avanti a sondaggi...
rileggiamoci la storia (almeno) degli ultimi 300 anni. Illuminismo e risorgimento non dicono nulla?? Eppure siamo bravi, siamo dei super tecnici, abbiamo la rete nelle idee, siamo cool!
Un saluto a tutti i new (gnu) economy project leader e affini...
Ciao a tutti gli altri
La globalizzazione è bellissima!
Un'idea meravigliosa sta prendendo piede nel mondo: basta con la guerra, basta con le barriere tra gli stati, un'unica legge valida in tutto il pianeta e interessi talmente intrecciati da rendere impossibile nel futuro lo scoppiare di una guerra.
La globalizzazione è una rivoluzione straordinaria, resa possibile da Internet, qualche cosa per la quale i nostri nipoti ci saranno grati.
Perché allora c'è tanta gente che contesta questa globalizzazione? Vogliono tornare alle divisioni nazionali, costruire nuove barriere e dazi?
No. Abbiamo girato i siti dei "contestatori" e non abbiamo trovato una sola parola contro la globalizzazione. Il problema è su come si sta facendo questa globalizzazione. È bellissima l'idea della libertà di commercio. Basta con i dazi e le dogane che gonfiano artificialment e il costo dei prodotti stranieri per proteggere quelli nazionali. Tutti commerciano con tutti
e vinca il migliore! Alla fine questa rivoluzione andrà a favore proprio dei consumatori garantendo qualità migliore e prezzi inferiori.
Questa è la teoria.
La pratica è che questa libertà di commercio è regolata da 27 mila pagine di leggi e regolamenti. I potenti del mondo credono di aver fatto una furbata enorme che li dovrebbe arricchire al di là dell'immaginabile: creare un super potere mondiale eletto non dai cittadini ma dai governi (il WTO - World Trade Organization - Organizzazione mondiale del commercio). Per le grande multinazionali influenzare le scelte di un unico governo mondiale è più facile e più economico che aver a che fare con 150 autorità nazionali. E quando la globalizzazione dei ricchi entra in azione son dolori.
Eccovi un esempio reale: l'Europa decide di vietare la commercializzazione di carne agli ormoni (quella che fa crescere i seni ai b ambini e fa crollare la percentuale di spermatozoi che produrranno da adulti), e decide che la quantità di diossina presente in una bistecca deve essere molto bassa. Bene, bravi. Ma questa legge penalizza la carne Usa, dove sono convinti che gli ormoni e la diossina galvanizzino la virilità. Così gli Usa fanno causa all'Unione Europea e le leggi del WTO danno ragione agli americani.
L'Europa si rifiuta di accettare l'imposizione ma ogni anno deve pagare sanzioni pesantissime per questo rifiuto, sanzioni che colpiscono in particolare alcuni nostri prodotti. Ad esempio, i produttori di tartufi italiani pagano parte di questa multa di tasca loro perché che il WTO ha stabilito che i tartufi italiani venduti in Usa debbano pagare una tassa del 100%.
Così si scopre che questa globalizzazione dei potenti serve per aggirare le leggi nazionali e impedire ai cittadini di difendere la qualità dei consumi. È una globalizzazione del commercio completamente amorale attraverso la qu ale si impongono i giocattoli per bambini in plastica tossica e la soia transgenica. E si toglie il diritto a una nazione di impedire il commercio di palloni costruiti da bambini schiavi. È una globalizzazione che non tiene conto della qualità. Le banane delle multinazionali Usa, coltivate chimicamente in immensi latifondi sudamericani, costano di meno di quelle biologiche coltivate in piccole aziende africane. Mettere sullo stesso piano i due prodotti è ingiusto.
La politica dei vertici del WTO è quella di impedire qualunque forma di protezione dei prodotti di qualità. Ad esempio, non vogliono che sulle etichette ci sia l'obbligo di dichiarare se i cibi contengono prodotti transgenici o se i palloni sono stati fabbricati
rispettando i diritti sindacali. Dicono che è concorrenza sleale. Ma il grottesco si raggiunge quando si pretende il diritto di poter brevettare piante e batteri trasformando una ricchezza del pianeta in un bene privato.
Ma per fortuna dirlo è un conto e farlo è un altro e già questo progetto infame ha incassato i primi smacchi. Il Sud Africa si è preso il diritto di autorizzare la produzione locale indipendente delle medicine essenziali rifiutandosi di rispettare i brevetti. Le case
farmaceutiche hanno intentato causa ma la reazione dell'opinione pubblica internazionale è stata talmente forte che alcune multinazionali hanno deciso di liberalizzare l'uso dei loro brevetti nel terzo mondo e quando il tribunale sudafricano ha dato ragione al governo il fronte farmaceutico ha abbandonato la battaglia.
Che ne pensate???
rileggiamoci la storia (almeno) degli ultimi 300 anni. Illuminismo e risorgimento non dicono nulla?? Eppure siamo bravi, siamo dei super tecnici, abbiamo la rete nelle idee, siamo cool!
Un saluto a tutti i new (gnu) economy project leader e affini...

Ciao a tutti gli altri
La globalizzazione è bellissima!
Un'idea meravigliosa sta prendendo piede nel mondo: basta con la guerra, basta con le barriere tra gli stati, un'unica legge valida in tutto il pianeta e interessi talmente intrecciati da rendere impossibile nel futuro lo scoppiare di una guerra.
La globalizzazione è una rivoluzione straordinaria, resa possibile da Internet, qualche cosa per la quale i nostri nipoti ci saranno grati.
Perché allora c'è tanta gente che contesta questa globalizzazione? Vogliono tornare alle divisioni nazionali, costruire nuove barriere e dazi?
No. Abbiamo girato i siti dei "contestatori" e non abbiamo trovato una sola parola contro la globalizzazione. Il problema è su come si sta facendo questa globalizzazione. È bellissima l'idea della libertà di commercio. Basta con i dazi e le dogane che gonfiano artificialment e il costo dei prodotti stranieri per proteggere quelli nazionali. Tutti commerciano con tutti
e vinca il migliore! Alla fine questa rivoluzione andrà a favore proprio dei consumatori garantendo qualità migliore e prezzi inferiori.
Questa è la teoria.
La pratica è che questa libertà di commercio è regolata da 27 mila pagine di leggi e regolamenti. I potenti del mondo credono di aver fatto una furbata enorme che li dovrebbe arricchire al di là dell'immaginabile: creare un super potere mondiale eletto non dai cittadini ma dai governi (il WTO - World Trade Organization - Organizzazione mondiale del commercio). Per le grande multinazionali influenzare le scelte di un unico governo mondiale è più facile e più economico che aver a che fare con 150 autorità nazionali. E quando la globalizzazione dei ricchi entra in azione son dolori.
Eccovi un esempio reale: l'Europa decide di vietare la commercializzazione di carne agli ormoni (quella che fa crescere i seni ai b ambini e fa crollare la percentuale di spermatozoi che produrranno da adulti), e decide che la quantità di diossina presente in una bistecca deve essere molto bassa. Bene, bravi. Ma questa legge penalizza la carne Usa, dove sono convinti che gli ormoni e la diossina galvanizzino la virilità. Così gli Usa fanno causa all'Unione Europea e le leggi del WTO danno ragione agli americani.
L'Europa si rifiuta di accettare l'imposizione ma ogni anno deve pagare sanzioni pesantissime per questo rifiuto, sanzioni che colpiscono in particolare alcuni nostri prodotti. Ad esempio, i produttori di tartufi italiani pagano parte di questa multa di tasca loro perché che il WTO ha stabilito che i tartufi italiani venduti in Usa debbano pagare una tassa del 100%.
Così si scopre che questa globalizzazione dei potenti serve per aggirare le leggi nazionali e impedire ai cittadini di difendere la qualità dei consumi. È una globalizzazione del commercio completamente amorale attraverso la qu ale si impongono i giocattoli per bambini in plastica tossica e la soia transgenica. E si toglie il diritto a una nazione di impedire il commercio di palloni costruiti da bambini schiavi. È una globalizzazione che non tiene conto della qualità. Le banane delle multinazionali Usa, coltivate chimicamente in immensi latifondi sudamericani, costano di meno di quelle biologiche coltivate in piccole aziende africane. Mettere sullo stesso piano i due prodotti è ingiusto.
La politica dei vertici del WTO è quella di impedire qualunque forma di protezione dei prodotti di qualità. Ad esempio, non vogliono che sulle etichette ci sia l'obbligo di dichiarare se i cibi contengono prodotti transgenici o se i palloni sono stati fabbricati
rispettando i diritti sindacali. Dicono che è concorrenza sleale. Ma il grottesco si raggiunge quando si pretende il diritto di poter brevettare piante e batteri trasformando una ricchezza del pianeta in un bene privato.
Ma per fortuna dirlo è un conto e farlo è un altro e già questo progetto infame ha incassato i primi smacchi. Il Sud Africa si è preso il diritto di autorizzare la produzione locale indipendente delle medicine essenziali rifiutandosi di rispettare i brevetti. Le case
farmaceutiche hanno intentato causa ma la reazione dell'opinione pubblica internazionale è stata talmente forte che alcune multinazionali hanno deciso di liberalizzare l'uso dei loro brevetti nel terzo mondo e quando il tribunale sudafricano ha dato ragione al governo il fronte farmaceutico ha abbandonato la battaglia.
Che ne pensate???
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W Internet libera! ..(bravo, bravo) @ 2001-07-16 10:55:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2001-07-17 00:29:00.0 di Non Autenticato
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