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Non Autenticato
il 2001-08-09 13:29:00.0 alle 2001-08-09 13:29:00.0
Giovedì 9 Agosto 2001
In cella cento giorni: ora è arrestata in casa
Massimo Numa
Torino- Micaela Cardellicchio, 21 anni, ha lasciato la sua cella delle Vallette, piena di libri e di poster della Juve. Cento giorni di carcere, con l?accusa di avere tentato di uccidere i genitori con il veleno. Ora è agli arresti domiciliari, in una località segreta. C?è una perizia psichiatrica, disposta dal pm, firmata dal dottor Mauro Nannini, che è stata decisiva. I risultati sono top secret. Alcuni concetti, però, sono chiari. Micaela era una ragazza tormentata e un po? depressa, sensibile e intelligente, chiusa, anzi prigioniera, di un ambiente familiare in cui non è riuscita a trovare affetto. Di più non si può dire, anche per non violare la privacy di una famiglia che ha alzato un muro impenetrabile attorno alla vicenda. Non si sa «quanto» Micaela è stata perdonata dai genitori, se mai l?accoglieranno di nuovo in casa e, infine, se la dura esperienza del carcere, almeno in questo caso, non abbia avuto un effetto positivo. Primi mesi del 2001. Micaela, che è una studentessa universitaria di Scienze dell?Educazione, dedita al volontariato (assiste i malati al Cottolengo), trova un lavoretto part time («Voglio essere indipendente», dice ai genitori), nello ...
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http://www.lastampa.it/_EDICOLA/nazionale/torino/A... 
In cella cento giorni: ora è arrestata in casa
Massimo Numa
Torino- Micaela Cardellicchio, 21 anni, ha lasciato la sua cella delle Vallette, piena di libri e di poster della Juve. Cento giorni di carcere, con l?accusa di avere tentato di uccidere i genitori con il veleno. Ora è agli arresti domiciliari, in una località segreta. C?è una perizia psichiatrica, disposta dal pm, firmata dal dottor Mauro Nannini, che è stata decisiva. I risultati sono top secret. Alcuni concetti, però, sono chiari. Micaela era una ragazza tormentata e un po? depressa, sensibile e intelligente, chiusa, anzi prigioniera, di un ambiente familiare in cui non è riuscita a trovare affetto. Di più non si può dire, anche per non violare la privacy di una famiglia che ha alzato un muro impenetrabile attorno alla vicenda. Non si sa «quanto» Micaela è stata perdonata dai genitori, se mai l?accoglieranno di nuovo in casa e, infine, se la dura esperienza del carcere, almeno in questo caso, non abbia avuto un effetto positivo. Primi mesi del 2001. Micaela, che è una studentessa universitaria di Scienze dell?Educazione, dedita al volontariato (assiste i malati al Cottolengo), trova un lavoretto part time («Voglio essere indipendente», dice ai genitori), nello ...
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Tentò di avvelenare i genitori, scarcerata @ 2001-08-09 13:29:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2001-08-10 02:37:00.0 di Non Autenticato
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