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Non Autenticato
il 2004-11-28 01:01:00.0 alle 2004-11-28 01:01:00.0

«Uno sciopero giusto contro Berlusconi»
D: Il sindacato è in grado di raccogliere altri consensi in questa battaglia?
R: «Su questa Finanziaria non c'è quasi nessuno che sia d'accordo. Cgil, Cisl e Uil hanno fatto, unitariamente, le loro valutazioni. In questi ultimi giorni vedo che le posizioni di Pezzotta sono particolarmente pesanti. I sindacati di destra, a partire dall'Ugl, esprimono una critica radicale alla Finanziaria. Tutto il sistema dell'impresa, è contro questo impianto. Per l'Anci è la peggiore Finanziaria da quasi sempre. Le Province hanno un giudizio analogo e anche le Regioni sono critiche. Credo, dunque, che la ragione della protesta sia abbastanza percepibile nella sua forza e anche largamente condivisa. Non mi nascondo, naturalmente, che c'è una parte del Paese - secondo me minoritaria - che legge in questa azione strumentalità che non ci sono. Questo è il quinto sciopero nei quattro anni dell'azione del governo: è evidente che ci si chiede se uno sciopero in questa condizione sia in grado di cambiare le cose. Però è un?impostazione che non vede altre risposte, perché non possiamo arrivare alla tesi opposta, in base alla quale, stante un governo che è auto-referenziale, che non vuole ascoltare il sindacato e neanche l'impresa, che procede per la propria strada in un rapporto diretto con l'opinione pubblica e con i cittadini, il sindacato si deve inibire la possibilità di usare lo strumento più forte possibile e cioè lo sciopero generale. Penso che lo sciopero sarà molto, molto partecipato e che avremo le piazze piene, soprattutto dove ci sono problemi sul terreno dell'occupazione e della crisi industriale e in tutto il Mezzogiorno».

Finanziaria, guai ai poveri
Aprire un asilo nido o ristrutturare una strada? Prevedere l'insegnante di sostegno per i ragazzi disabili oppure una stagione teatrale? È il dilemma su cui si dibattono i nostri sindaci. Un dilemma semplicemente pazzesco che costituisce però una metafora molto concreta e significativa degli esiti del governo Berlusconi. Da un lato promette la riduzione delle tasse, dall'altro obbliga i sindaci a diventare i becchini dello Stato sociale.
Nella legge finanziaria che si sta discutendo, infatti, vengono ulteriormente decurtate le risorse stanziate del Fondo Nazionale per le politiche sociali.
Ed è sparita qualsiasi misura di lotta alla povertà e di sostegno alle famiglie. La norma generale del tetto del 2% di contenimento della spesa, sia quella corrente che per investimenti, ha un impatto particolarmente negativo sugli Enti locali. Infatti, come documenta l'ANCI, quel tetto significa un contenimento della spesa dei Comuni pari a 1,48 miliardi di euro. Sulla base della relazione tecnica del Governo allegata alla legge finanziaria, complessivamente le autonomie locali subiscono un taglio alle spese pari a 1270 milioni di euro per il 2005; 2057 per il 2006; 3024 per il 2007.
Si tratta, dunque, non di un semplice contenimento della spesa, ma di un taglio che bloccherà la crescita. A ciò si aggiungano i 4 miliardi di euro che mancano alla sanità pubblica per finanziare i livelli essenziali di assistenza. Vengono ridotti i fondi per gli investimenti necessari per l'ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie e non viene prevista nessuna iniziativa per lo sviluppo e la riorganizzazione della sanità nel Mezzogiorno. Bisogna dunque reagire, con una mobilitazione adeguata: dei cittadini, delle famiglie e di tutti i ?mondi? sociali e della ?grande? politica.
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ECCO COS'E' QUESTA FINANZIARIA @ 2004-11-28 01:01:00.0 di Non Autenticato
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VOLEVANO VENDERE PALAZZO CHIGI ! @ 2004-11-28 01:06:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2004-11-28 08:45:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2004-11-28 16:24:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2004-11-28 11:05:00.0 di Non Autenticato
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