- Scritto da: Anonimo
> Tu hai un concetto della parola "mercenario"
> un po troppo ampio.
>
> Seguendo al tua logica chiunque è un
> mercenario. Quelli sono una specie di
> lavoratori precari... o al massimo dei
> militanti politici che si vedono pagata la
> loro militanza, però toglietevi di
> bocca ste parolone, mercenari, è dai
> tempi dei tre ostaggi che questo "meme"
> circola con forza nelle menti di poveri
> sinistrorsi affetti da diarrea mentale per
> cui debbono evacuare il concetto in ogni
> dove...duri e puri, sempre e comunque, senza
> se e senza ma...
>
> Ma vai vai
Ok, signorino sputasentenze (ovviamente false). Consultiamo la Treccani (il più autorevole dizionario della lingua italiana) per vedere cosa dice?
MERCENARIO (ant. mercenàio) agg. e s.m. [dal lat. mercennarius, der. di merces -edis «mercede, compenso, paga»]. - 1. agg. Di persona che presta la propria opera dietro compenso, e al solo fine di essere pagata, senz'altro interesse che quello del guadagno; anche dell'opera stessa, della prestazione fatta dietro compenso. Si riferisce di solito ad attività e prestazioni che dovrebbero essere svolte liberamente, gratuitamente, o nelle quali l'interesse non dovrebbe essere l'interesse principale, per cui il termine, trane che in poche espressioni tecniche (come infermieri m., assistenza m., in contrapp. ai frati e alle suore di carità; allattamento m., quello della balia, contrapp. all'allattamento materno), assume connotazione spreg., con sign. affine a venale, prezzolato, e sim.: scrittore m., giornalista m., giudice m.; arte m.; lavori m.; spirito m.; in senso fig., penna m., scrittore prezzolato.
[...]
3. agg. e s.m. In epoca antica, e poi dalla fine del medioevo alla fine del sec. 18°, dei soldati che esercitavano il mestiere delle armi mettendosi al soldo di chi li arruolava temporaneamente, e dei corpi dei corpi armati che con essi venivano formati: soldati m.; esercito m.; truppe m.; milizie m., per antonomasia, quelle delle Compagnie di ventura; per estens., armi m., spade m., se uno [principe] tiene lo stato suo fondato in sulle armi m., non starà mai fermo né sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, senza disciplina, infedele (Machiavelli); spesso sostantivato, spec. al plur.: un esercito di mercenari; orde di mercenari. In epoca moderna, soldato di professione che, per denaro, combatte al servizio di uno stato straniero, o anche di gruppi politici o economici: ci sono i m. che si battono per il capitale nel Congo (Moravia).
Come vedi, Prodi non ha usato questo termine impropriamente... Anzi, ha descritto perfettamente il ruolo di questi figuri "mercenari" assoldati (dietro compenso) dalla destra in vista delle prossime elezioni.