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Non Autenticato
il 2005-01-30 14:41:00.0 alle 2005-01-30 14:41:00.0
Mi prude la sorca
Pomeriggio di maggio, sole alto, aria soffocante. E noi che vaghiamo per la città tra un marciapiede e l'altro, schivando i cofani polverosi delle auto posteggiate in seconda fila. Cerchiamo un negozio di cui non ricordiamo la collocazione. Ma dov'è? Non era qui dietro l'angolo?
Chi se ne frega, ho solo voglia di tornare a casa ad ascoltare il nuovo cd che ho comprato.
Mi aggiusto i jeans, spazzolo la camicia col dorso della mano. I suoi capelli neri ricci non si muovono, al contrario delle sue lunghe ciglia che sventolano l'aria afosa e lustrano di sane lacrimazioni l'occhio.
Attraversiamo. Forse mi ricordo. Attenta a quella Vespa.... maledetto....
Lei solleva il mento e guarda intorno come fosse estremamente scocciata. Io le guardo il culo perfetto avvolto nei pantaloni di ecopelle.
- Di che colore la prendi la tinta? -
Lei sbuffa e prende fiato.
- Mi prude la sorca e mi scappa da cagare. -
Non mi viene alcun commento a quella frase. Pronunciata dalle sue labbra dipinte. Scaturita dalla sua cronica noia esistenziale in quell'assolato pomeriggio di maggio.