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Non Autenticato
il 2005-03-20 13:21:00.0 alle 2005-03-20 13:21:00.0
ma chevvordi??
Credo che sia necessario fare un distinguo, però.
Se è vero che nella critica al Neopositivismo Popper si pone in antitesi al metodo induttivo classico, sostituendolo con quello deduttivo, e soppiantando il principio di verificazione con il criterio di verificabilità (che è un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza), ed infine negando (come dicevi tu) la natura assoluta e definitiva dei protocolli, non credo che questo sia esaustivo della natura nichilista di Popper.
Se infatti ci orientiamo verso gli studi di filosofia sociale, e andiamo ad esaminare la sua critica verso lo Storicismo (che gli vede come una filosofia reazionaria a difesa della società "chiusa") ci accorgiamo che esistono dei punti cardine che per Popper risultano imprescindibili.
La società aperta si configura, nel suo pensiero, com una società basata sull'esercizio critico della ragione umana, ovvero come una società che non solo tollera, ma stimola, all'interno e attraverso le istituzioni democratiche, la libertà dei singoli e dei gruppi in vista della soluzione dei problemi sociali, cioè in vista di continue riforme.
Più precisamente, Popper concepisce la democrazia come la conservazione e il continuo perfezionamento di determinate istituzioni, in modo particolare di quelle che offrono ai governati la possibilità effettiva di criticare i propri governanti e di sostituirli senza spargimenti di sangue.
Così facendo, secondo me, Popper sferra un attacco diretto ad ogni forma di totalitarismo.
Imho.

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