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il 2005-03-29 00:51:00.0 alle 2005-03-29 00:51:00.0
Il Linuxaro
Uno spettro si aggira per il mondo, lo spettro del linuxaro. Che cosa
sia il linuxaro apparirà evidente a qualsiasi lettore che conosca o
abbia avuto contatto con le discussioni informatiche che
quotidianamente tempestano il Web sotto forma di news, e-mail,
materiale di consultazione o altro.
Il linuxaro, altro non è che un animale che vaga senza requie nella
realtà virtuale e in quella autentica (di cui, tra l'altro, non
conosce la differenza), asserendo di essere un profondo conoscitore
del sistema operativo Linux, di essere un convinto garante delle
libertà di chiunque, di essere contrario a qualsiasi tutela dell'opera
dell'ingegno altrui (per un linuxaro, l'espressione "diritto d'autore"
equivale al peccato contro lo Spirito Santo per la Chiesa Cattolica,
non esiste alcuna forma di espiazione della colpa), anzi, di
propugnare la libertà del software come punto fondamentale per
l'evoluzione della mentalità del mondo.
Ma, soprattutto, il linuxaro è un essere profondamente pericoloso
perché sostiene di essere depositario della verità, e guarda con
sospetto (quando va bene) e disprezzo (nel resto dei casi, cioè la
maggioranza) coloro che semplicemente la pensano diversamente da lui.
Ma che cos'è Linux? Un linuxaro vero non darà mai una risposta
autentica a questo tipo di domanda. Non la darà non perché non voglia
darla (anche se è vero), ma perché la risposta a questa domanda è
stata già data da qualcun altro in qualche altra sede. Linux non è
altro che un sistema operativo. Il linuxaro asserirà che è un sistema
operativo diverso da tutti gli altri. Ma non è vero. Perché un sistema
operativo è un sistema operativo, la sua funzione principale è quella
di gestire le risorse di una macchina che da qui in avanti, per
comodità di esposizione, chiameremo "computer". Con il termine
"computer" intendiamo ciò che comunemente viene denominato con questa
espressione, ovvero l'insieme delle risorse hardware che sono deputate
a un determinato scopo, sia che si tratti dell'uso domestico, sia che
si tratti di uso di tipo aziendale o di gestione di server. Linux è un
sistema operativo. Come Windows, il DOS, OS/2 e viandare. Non c'è
nessuna differenza, in questo senso, tra Linux e altri sistemi
operativi. Linux gestisce un computer, né più né meno. Lo fanno anche
DOS, Windows e OS/2. Ciò su cui il linuxaro, in maniera tronfia e
orgogliosa, mette l'accento, è il fatto che Linux è un sistema
operativo gratuito, messo cioè a disposizione senza nessuna spesa per
l'utente finale. Questo naturalmente non è affatto vero, ma il
linuxaro ci crede. Linux è liberamente distribuibile, non è gratuito.
Vuol dire che il kernel e tutto ciò che fa parte dei requisiti minimi
del sistema operativo, possono essere liberamente distribuiti, non che
debbono per forza essere distribuiti senza fare pagare niente. Questo
è il primo grande equivoco dei linuxari, che trovano contestata la
loro asserzione con dati di fatto: se di libera distribuzione sono le
parti fondamentali che costituiscono il sistema operativo, e qualche
software accessorio, è da spiegare il perché dei costi, non proibitivi
ma certamente degni di nota, delle distribuzioni Linux più diffuse,
Red Hat e S.u.S.E. tra le prime. E, soprattutto, è da spiegare come
società come la Red Hat siano regolarmente quotate in borsa, e perché
il signor Linux Torvald goda di un tenore di vita piuttosto elevato.
Questi benefattori dell'umanità, questi alternativi del software,
questi anticonformisti del computer (talmente anticonformisti da
essere terribilmente conformisti nel loro anticonformismo),
naturalmente, giustificano i guadagni delle società distributrici con
scuse del tipo "ma c'è un manuale stampato", "ma il software fornito a
corredo è superiore qualitativamente e numericamente rispetto alla
distribuzione più popolare", "ma è più facile da installare" e altre
indicibili amenità. "Del resto", dicono, "se qualcuno vuole Linux, può
tranquillamente farsi il download da Internet". Già. Il download da
Internet. Ma quanto bisogna restare connessi, se si paga regolarmente
una bolletta telefonica, per farsi un download di una versione
aggiornata di una distribuzione decente di un sistema operativo? E
allora? Linux è gratis? No. Linux non è gratuito, come non è gratuito
nulla di ciò che si scarica dalla rete, a meno di non avere accesso a
un server universitario o comunque effettuare una connessione a sbafo.
Se chiedete a un linuxaro di masterizzarvi il materiale che vi
interessa, lo farà con molto dispiacere, e, come minimo, vi richiederà
indietro il denaro del CD, o vi inviterà a fare una donazione al
progetto G.N.U., altro sublime specchietto per le allodole che
l'ingegno linuxaro ha partorito.
Perché chi ama Linux non spiega che cosa è Linux o come funziona?
Semplicemente perché caratteristica del linuxaro è quella di essere
autosufficiente, di accontentarsi di quello che egli stesso (come
persona singola o come rappresentante dell'entità collettiva degli
utilizzatori di questo sistema operativo) produce. In questo, il
linuxaro è del tutto identico alle sette religiose moderne, come i
Testimoni di Geova, o di quelle del secolo scorso, come i Mormoni. Il
linuxaro non chiede mai niente al di fuori di quanto il mondo linux
produce all'interno di se stesso, anzi, si arrabbia vieppiù ogni volta
che deve avere a che fare con notizie, richieste di informazioni e
curiosità da parte del mondo esterno. In questo caso, non si può certo
dire che il linuxaro sia al pari dei suoi correligionari della Sala
del Regno. Infatti, i Testimoni di Geova, quando ricevono domande da
persone esterne sono contenti, cercano di spiegare, si rendono
disponibili al dialogo e si mettono in discussione. Se non hanno una
risposta alla domanda sulla questione della trinità, ti dicono "scusa,
adesso non so risponderti, ma certamente ci penserò, magari ci vediamo
tra qualche giorno e ti darò una risposta basata su qualcosa di più
solido delle mie personali supposizioni". E' un atteggiamento onesto.
Dire "non lo so" quando qualcuno ci chiede qualcosa è un buon inizio.
Ci si ferma, si fa il pieno di informazioni, si elabora e poi si va
avanti. Invece il linuxaro non agisce così, ti rimanda direttamente
alla sua letteratura, e chi si è visto si è visto. Per cui, alla
domanda "Cosa è Linux?", che può essere sostituita da un congruo
numero di altre questioni sul tema, a seconda del momento e
dell'interesse dell'interlocutore, il linuxaro risponderà sempre
rimandando a qualcosa che altri hanno già scritto per lui, dimostrando
non solo una superbia e una alterigia senza pari, ma, soprattutto,
un'incapacità conclamata di saper ragionare con la propria testa,
visto e considerata la sua testardaggine nell'insistere a proporre
soluzioni che si trovano in documentazioni o manualistica scritta da
altri.

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