Questi ce l'hanno nel sangue...e poi sono gli Italiani a maltrattarli?
http://www2.unicatt.it/pls/unicatt/mag_gestion_cat...
Vittima e aggressore nello stesso pronto soccorso
Due mesi di prognosi per il giovane Rumeno
MILANO ? Vittima e aggressore s?incontrano nello stesso pronto soccorso, dopo che uno dei due è stato spinto dall?altro dalla finestra del primo piano. È successo a Paolica, 29 anni, e a Dorin, Rumeni residenti a Milano, dopo una rissa furibonda, conclusasi per il primo con un salto nel vuoto. Dorin ha defenestrato Paolica, dopo averlo aggredito durante un diverbio, avvenuto in un appartamento di via La Spezia, in zona Romolo. Mentre l?uno era operato d?urgenza dai medici dell?ospedale san Paolo, l?altro sedeva apparentemente tranquillo nella stessa corsia.
Verso le 21,50 del 31 gennaio, ha telefonato il 118, avvertendo l?arrivo di un caso grave, da operare immediatamente, con codice rosso. Portato dall?ambulanza della Croce Maria Bambina, Paolica è stato fatto entrare in barella dall?ingresso secondario, per accelerare i tempi, e portato subito in sala operatoria, con la maschera d?ossigeno e il rettangolo di plastica per proteggere il cranio.
Dorin, un signore bruno di 37 anni, dall?aria vagamente truce, è entrato più tardi, verso le 22,40, accompagnato da altri due agenti. Era giunto all?ospedale sulle proprie gambe e non presentava segni evidenti di lesioni. Ma diceva di avere bisogno di essere medicato alla mandibola, per un pugno che sarebbe stato sferrato da Paolica. 20 minuti dopo, era ancora seduto, sorvegliato a vista da un poliziotto. Gli agenti sono rimasti fino a tardi, ma nessuno di loro parlava.
Un po? diverso l?atteggiamento dei volontari dell?ambulanza, che si sono confidati con gli infermieri: «Lo hanno spinto dalla finestra del primo piano». Chi aveva ricevuto la telefonata del 118 ha eluso le domande, almeno in un primo momento: «Ha cercato di fare Icaro, ma non ha volato». Ma la notte è lunga e, a un certo punto, anche gli infermieri hanno incominciato a parlare: il paziente è un imbianchino rumeno, che ha riportato diverse fratture lungo tutto il corpo. Per l?esattezza: trauma facciale e fratture al naso, alla mano e al braccio sinistri, alla cassa toracica, all?addome, alla rotula sinistra, al calcagno e a tutte e due le gambe.
Mentre Dorin se l?è cavata con cinque giorni di prognosi, Paolica dovrà restare in ospedale per ben due mesi. L?aspetto di Paolica era impressionante. Per rompere il ghiaccio, il cronista ha pensato di portargli un pacchetto di brioche comprate nello spaccio dell?ospedale. Ma, quando lo ha raggiunto nel reparto dove era ricoverato, si è accorto con imbarazzo che la scelta non era delle più felici: le infermiere gli somministravano unicamente cibi liquidi attraverso una cannuccia. I suoi denti non erano in grado di masticare, per colpa non della caduta, ma del pestaggio che aveva subito prima di essere defenestrato.
In un primo momento, sembrava in stato di semi-incoscienza. Poi, ha incominciato a parlare, la voce fioca e lo sguardo perso negli occhi tumefatti. Coricato sul fianco sinistro, non si è mai mosso, fatta eccezione per la mano destra. Paolica ha spiegato che i protagonisti del fatto di sangue sono quattro: lui, la sua fidanzata Nicoletta, 16 anni, Dorin e Olena, 42 anni, fidanzata di Dorin. Paolica, rincasato con Nicoletta, doveva vedersi con Olena, con cui viveva nella stessa abitazione. «Sotto l?appartamento, ho trovato due macchine con a bordo cinque amici della coinquilina: segno che l?azione era stata preparata», ha spiegato il Rumeno.
Appena salito, la brutta sorpresa: «Dorin mi ha aggredito, ha incominciato a picchiarmi e io mi sono difeso. Finché ho visto i cinque entrarmi in casa. A quel punto, mi sono avvicinato alla finestra per chiedere aiuto». L?ha aperta e, subito, qualcuno lo ha spinto alle spalle, facendolo cadere nel vuoto. Il giovane si è aggrappato al metallo di uno stendibiancheria, ma Dorin gli ha sferrato un pugno, facendolo precipitare. All?origine della lite, un furto subito da Paolica: «Io sono appassionato di computer. Tornando a casa, un monitor era stato sostituito con uno più scadente. Mi è venuto spontaneo telefonare a Olena».
Secondo Paolica, la vicenda avrebbe un antecedente: «Il primo sabato dopo Capodanno, mi avevano già picchiato. Dorin si era impossessato di alcuni miei vestiti, per un suo nipote. Io avevo protestato, mentre stavamo giocando a carte insieme, dopo mangiato. Quando mi sono ritirato in camera con Nicoletta, lui mi ha raggiunto, aggredendomi con queste parole: ?Tu fai il gallo?. E pensare che, se mi avesse chiesto qualcosa, glielo avrei regalato: è il gesto che conta».
Una frase di Paolica, detta in apparenza per caso, sembra assumere un significato particolare, quasi come se volesse respingere un?insinuazione, implicita nella deposizione che Dorin ha reso alla polizia: «Quella sera avevo mangiato, ma non mi ero ubriacato: non lo faccio mai».
Durante l?intervista, Paolica ha anche raccontato la storia della sua fidanzata. Dopo essere fuggita dall?appartamento dove viveva con Olena, Nicoletta ha pagato l?affitto di una stanzaccia d?ufficio, per avere un posto dove dormire. Gli affittuari sono i suoi datori di lavoro, una coppia di Filippini titolari di un?agenzia di lavoro interinale per immigrati. Durante la notte, i due sono entrati nella stanza e hanno rubato la borsetta della ragazza, nella quale erano contenuti circa 1000 euro, insieme ai documenti di Paolica. Il Rumeno appariva molto preoccupato per la sorte della fidanzata, che per due mesi dovrà cavarsela da sola in una città straniera e violenta: Milano.
http://www2.unicatt.it/pls/unicatt/mag_gestion_cat...

Vittima e aggressore nello stesso pronto soccorso
Due mesi di prognosi per il giovane Rumeno
MILANO ? Vittima e aggressore s?incontrano nello stesso pronto soccorso, dopo che uno dei due è stato spinto dall?altro dalla finestra del primo piano. È successo a Paolica, 29 anni, e a Dorin, Rumeni residenti a Milano, dopo una rissa furibonda, conclusasi per il primo con un salto nel vuoto. Dorin ha defenestrato Paolica, dopo averlo aggredito durante un diverbio, avvenuto in un appartamento di via La Spezia, in zona Romolo. Mentre l?uno era operato d?urgenza dai medici dell?ospedale san Paolo, l?altro sedeva apparentemente tranquillo nella stessa corsia.
Verso le 21,50 del 31 gennaio, ha telefonato il 118, avvertendo l?arrivo di un caso grave, da operare immediatamente, con codice rosso. Portato dall?ambulanza della Croce Maria Bambina, Paolica è stato fatto entrare in barella dall?ingresso secondario, per accelerare i tempi, e portato subito in sala operatoria, con la maschera d?ossigeno e il rettangolo di plastica per proteggere il cranio.
Dorin, un signore bruno di 37 anni, dall?aria vagamente truce, è entrato più tardi, verso le 22,40, accompagnato da altri due agenti. Era giunto all?ospedale sulle proprie gambe e non presentava segni evidenti di lesioni. Ma diceva di avere bisogno di essere medicato alla mandibola, per un pugno che sarebbe stato sferrato da Paolica. 20 minuti dopo, era ancora seduto, sorvegliato a vista da un poliziotto. Gli agenti sono rimasti fino a tardi, ma nessuno di loro parlava.
Un po? diverso l?atteggiamento dei volontari dell?ambulanza, che si sono confidati con gli infermieri: «Lo hanno spinto dalla finestra del primo piano». Chi aveva ricevuto la telefonata del 118 ha eluso le domande, almeno in un primo momento: «Ha cercato di fare Icaro, ma non ha volato». Ma la notte è lunga e, a un certo punto, anche gli infermieri hanno incominciato a parlare: il paziente è un imbianchino rumeno, che ha riportato diverse fratture lungo tutto il corpo. Per l?esattezza: trauma facciale e fratture al naso, alla mano e al braccio sinistri, alla cassa toracica, all?addome, alla rotula sinistra, al calcagno e a tutte e due le gambe.
Mentre Dorin se l?è cavata con cinque giorni di prognosi, Paolica dovrà restare in ospedale per ben due mesi. L?aspetto di Paolica era impressionante. Per rompere il ghiaccio, il cronista ha pensato di portargli un pacchetto di brioche comprate nello spaccio dell?ospedale. Ma, quando lo ha raggiunto nel reparto dove era ricoverato, si è accorto con imbarazzo che la scelta non era delle più felici: le infermiere gli somministravano unicamente cibi liquidi attraverso una cannuccia. I suoi denti non erano in grado di masticare, per colpa non della caduta, ma del pestaggio che aveva subito prima di essere defenestrato.
In un primo momento, sembrava in stato di semi-incoscienza. Poi, ha incominciato a parlare, la voce fioca e lo sguardo perso negli occhi tumefatti. Coricato sul fianco sinistro, non si è mai mosso, fatta eccezione per la mano destra. Paolica ha spiegato che i protagonisti del fatto di sangue sono quattro: lui, la sua fidanzata Nicoletta, 16 anni, Dorin e Olena, 42 anni, fidanzata di Dorin. Paolica, rincasato con Nicoletta, doveva vedersi con Olena, con cui viveva nella stessa abitazione. «Sotto l?appartamento, ho trovato due macchine con a bordo cinque amici della coinquilina: segno che l?azione era stata preparata», ha spiegato il Rumeno.
Appena salito, la brutta sorpresa: «Dorin mi ha aggredito, ha incominciato a picchiarmi e io mi sono difeso. Finché ho visto i cinque entrarmi in casa. A quel punto, mi sono avvicinato alla finestra per chiedere aiuto». L?ha aperta e, subito, qualcuno lo ha spinto alle spalle, facendolo cadere nel vuoto. Il giovane si è aggrappato al metallo di uno stendibiancheria, ma Dorin gli ha sferrato un pugno, facendolo precipitare. All?origine della lite, un furto subito da Paolica: «Io sono appassionato di computer. Tornando a casa, un monitor era stato sostituito con uno più scadente. Mi è venuto spontaneo telefonare a Olena».
Secondo Paolica, la vicenda avrebbe un antecedente: «Il primo sabato dopo Capodanno, mi avevano già picchiato. Dorin si era impossessato di alcuni miei vestiti, per un suo nipote. Io avevo protestato, mentre stavamo giocando a carte insieme, dopo mangiato. Quando mi sono ritirato in camera con Nicoletta, lui mi ha raggiunto, aggredendomi con queste parole: ?Tu fai il gallo?. E pensare che, se mi avesse chiesto qualcosa, glielo avrei regalato: è il gesto che conta».
Una frase di Paolica, detta in apparenza per caso, sembra assumere un significato particolare, quasi come se volesse respingere un?insinuazione, implicita nella deposizione che Dorin ha reso alla polizia: «Quella sera avevo mangiato, ma non mi ero ubriacato: non lo faccio mai».
Durante l?intervista, Paolica ha anche raccontato la storia della sua fidanzata. Dopo essere fuggita dall?appartamento dove viveva con Olena, Nicoletta ha pagato l?affitto di una stanzaccia d?ufficio, per avere un posto dove dormire. Gli affittuari sono i suoi datori di lavoro, una coppia di Filippini titolari di un?agenzia di lavoro interinale per immigrati. Durante la notte, i due sono entrati nella stanza e hanno rubato la borsetta della ragazza, nella quale erano contenuti circa 1000 euro, insieme ai documenti di Paolica. Il Rumeno appariva molto preoccupato per la sorte della fidanzata, che per due mesi dovrà cavarsela da sola in una città straniera e violenta: Milano.