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Non Autenticato
il 2005-04-13 01:29:00.0 alle 2005-04-13 01:29:00.0
12.04.2005
Immigrati: espulsioni illegali, la Corte europea indaga sul Governo italiano
Dal mese di marzo, più di mille immigrati appena sbarcati a Lampedusa sono stati espulsi in massa e deportati in Libia con un ponte aereo, senza che prima venisse accertata la loro cittadinanza e la loro identità. Molti di loro non provenivano dalla Libia ma è lì che sono stati scaricati, completamente abbandonati a loro stessi.
Diversi parlamentari dell?opposizione, Amnesty e l?Alto Commissariato dell?Onu per i rifugiati hanno più volte contestato le procedure di queste espulsioni forzate, ma il Ministro Pisanu, rispondendo in aula alle interrogazioni dei parlamentari ds e verdi, ha sempre sostenuto che il rimpatrio avveniva in modo conforme alle leggi.
Ora sarà la Corte Europea per i diritti dell?uomo a chiedere conto al Governo Italiano di quelle espulsioni. L?intervento della Corte era stato chiesto con un ricorso presentato per conto di 79 immigrati espulsi, come è stato spiegato martedì mattina in una conferenza stampa congiunta del Consiglio Italiano per i Rifugiati, dell'Alto Commissariato per i Profughi delle Nazioni Unite, di Amnesty International e dei parlamentari Francesco Martone di Rifondazione comunista, Tana De Zulueta dei Verdi e Chiara Acciarini, ds. «Il caso Lampedusa sta diventando uno scandalo europeo» spiega la senatrice Tana De Zulueta. «Giovedì prossimo il Parlamento europeo si riunirà in seduta straordinaria per discutere per la prima volta di gravi violazioni dei diritti umani avvenute all?interno dell?Unione Europea; le violazioni sono avvenute a Lampedusa per mano del Governo italiano, e questa decisione di convocare una seduta straordinaria sul caso italiano segue di pochi giorni l?apertura di una inchiesta della Corte Europea dei Diritti dell?uomo di Strasburgo».
Gli immigrati, giunti a Lampedusa in condizioni fisiche e psicologiche facili da immaginare, sono stati ospitati al Centro di Lampedusa per pochi giorni e poi rispediti in Libia sulla base di un accordo con il governo libico i cui termini non sono mai stati resi noti al Parlamento. La Libia è un paese che non ha alcuna struttura di accoglienza e non fornisce alcuna garanzia su come verranno trattati i migranti respinti. «Ci arrivano numerose testimonianze molto gravi di quello che avviene agli immigrati una volta arrivati in Libia» continua Tana De Zulueta. «La maggior parte dei profughi viene trattenuta dalle autorità libiche nel campo di detenzione di Al Gatrun in pieno deserto e poi rispedito a forza con mezzi di fortuna che devono attraversare il deserto libico fino al confine nigeriano. Ci sarebbero stati già più di 170 decessi, morti che pesano sul nostro paese».
L'allontanamento di queste persone dall'Italia senza averle adeguatamente informate del diritto di chiedere asilo e senza l'accesso alla procedura per l'eventuale riconoscimento dello status di rifugiato è un comportamento che si colloca al di fuori di ogni contesto normativo nazionale e internazionale. «A Lampedusa il governo ha ormai consolidato una prassi, fatta di espulsioni collettive immediate, senza identificazioni, attraverso l?accordo top secret stipulato con la Libia» dice Daniela Carboni di Amnesty.
Per questo, la terza sezione della Corte ha chiesto al Governo Berlusconi di fornire spiegazioni entro il 6 maggio. Il governo italiano dovrà fornire spiegazioni sulle procedure di identificazione, se siano state presentate richieste d'asilo da parte degli immigrati respinti, sullo stato attuale delle loro domande e infine, documentare le procedure di espulsione.
Immigrati: espulsioni illegali, la Corte europea indaga sul Governo italiano
Dal mese di marzo, più di mille immigrati appena sbarcati a Lampedusa sono stati espulsi in massa e deportati in Libia con un ponte aereo, senza che prima venisse accertata la loro cittadinanza e la loro identità. Molti di loro non provenivano dalla Libia ma è lì che sono stati scaricati, completamente abbandonati a loro stessi.
Diversi parlamentari dell?opposizione, Amnesty e l?Alto Commissariato dell?Onu per i rifugiati hanno più volte contestato le procedure di queste espulsioni forzate, ma il Ministro Pisanu, rispondendo in aula alle interrogazioni dei parlamentari ds e verdi, ha sempre sostenuto che il rimpatrio avveniva in modo conforme alle leggi.
Ora sarà la Corte Europea per i diritti dell?uomo a chiedere conto al Governo Italiano di quelle espulsioni. L?intervento della Corte era stato chiesto con un ricorso presentato per conto di 79 immigrati espulsi, come è stato spiegato martedì mattina in una conferenza stampa congiunta del Consiglio Italiano per i Rifugiati, dell'Alto Commissariato per i Profughi delle Nazioni Unite, di Amnesty International e dei parlamentari Francesco Martone di Rifondazione comunista, Tana De Zulueta dei Verdi e Chiara Acciarini, ds. «Il caso Lampedusa sta diventando uno scandalo europeo» spiega la senatrice Tana De Zulueta. «Giovedì prossimo il Parlamento europeo si riunirà in seduta straordinaria per discutere per la prima volta di gravi violazioni dei diritti umani avvenute all?interno dell?Unione Europea; le violazioni sono avvenute a Lampedusa per mano del Governo italiano, e questa decisione di convocare una seduta straordinaria sul caso italiano segue di pochi giorni l?apertura di una inchiesta della Corte Europea dei Diritti dell?uomo di Strasburgo».
Gli immigrati, giunti a Lampedusa in condizioni fisiche e psicologiche facili da immaginare, sono stati ospitati al Centro di Lampedusa per pochi giorni e poi rispediti in Libia sulla base di un accordo con il governo libico i cui termini non sono mai stati resi noti al Parlamento. La Libia è un paese che non ha alcuna struttura di accoglienza e non fornisce alcuna garanzia su come verranno trattati i migranti respinti. «Ci arrivano numerose testimonianze molto gravi di quello che avviene agli immigrati una volta arrivati in Libia» continua Tana De Zulueta. «La maggior parte dei profughi viene trattenuta dalle autorità libiche nel campo di detenzione di Al Gatrun in pieno deserto e poi rispedito a forza con mezzi di fortuna che devono attraversare il deserto libico fino al confine nigeriano. Ci sarebbero stati già più di 170 decessi, morti che pesano sul nostro paese».
L'allontanamento di queste persone dall'Italia senza averle adeguatamente informate del diritto di chiedere asilo e senza l'accesso alla procedura per l'eventuale riconoscimento dello status di rifugiato è un comportamento che si colloca al di fuori di ogni contesto normativo nazionale e internazionale. «A Lampedusa il governo ha ormai consolidato una prassi, fatta di espulsioni collettive immediate, senza identificazioni, attraverso l?accordo top secret stipulato con la Libia» dice Daniela Carboni di Amnesty.
Per questo, la terza sezione della Corte ha chiesto al Governo Berlusconi di fornire spiegazioni entro il 6 maggio. Il governo italiano dovrà fornire spiegazioni sulle procedure di identificazione, se siano state presentate richieste d'asilo da parte degli immigrati respinti, sullo stato attuale delle loro domande e infine, documentare le procedure di espulsione.
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X Larry & Ics-p @ 2005-04-13 01:29:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2005-04-13 20:19:00.0 di Larry
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■ @ 2005-04-13 02:12:00.0 di Ics-pi
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■ @ 2005-04-13 02:20:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2005-04-13 10:09:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2005-04-13 11:00:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2005-04-13 11:24:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2005-04-13 02:37:00.0 di Ics-pi
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