Aveva ragione il grande Skyclad quando tuonava contro la difesa ad oltranza del crocefisso nei luoghi pubblici come simbolo - a seconda dei casi - sia di fede religiosa che di cultura cristiano-europea.
Qualcuno dei vecchi Topocani ricorda ancora gli strali del Nostro?
Ebbene, dopo l' "affaire" di Adel Smith, ecco ora un nuovo caso che probabilmente lascerà una scia di polemiche: un giudice di Camerino è stato condannato per essersi rifiutato, in segno di protesta, di celebrare processi in un'aula dove era appeso il crocefisso.
Il giudice aveva scritto anche al Presidente della Repubblica chiedendo che il crocefisso venisse sostituito con una fotografia del Presidente stesso e con la bandiera italiana: la religione cattolica, secondo il giudice, discrimina e soffoca le altre religioni in quanto minoritarie.
Ecco il motivo della sua protesta.
Ora il giudice è stato condannato ad un anno di reclusione con la condizionale ed all'interdizione dai pubblici uffici.
Fuori dall'aula c'erano Pannella e i Raeliani in sostegno del giudice ribelle.
"E' una vergogna!" direbbe indignato il grande Sky.
Concordo pienamente col mio grande dirimpettaio lacuale: quanto si dovrà aspettare ancora per vedere riconosciuti anche nel nostro Stato i diritti religiosi delle minoranze?!
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Topocane Lacuale, con rabbia.