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il 2006-03-03 11:56:00.0 alle 2006-03-03 11:56:00.0
Storie di pedofilia
Intere vie, nei paesi asiatici, sono illuminate dalle luci di locali di lusso o di infime bettole; dai riflessi di preziose lampade poste sopra i tavoli delle hall degli hotel a cinque stelle, o dallo spioncino di misere pensioni. Li' dentro, fra quelle mura, gestori e camerieri compiacenti nascondono nelle camere bambini addomesticati e bambine pronte a soddisfare decine di clienti, anche 40 fino all'alba, per poi ricominciare. Senza sosta, senza pieta'. Alcuni di loro hanno solo 6-7 anni. Spesso, la loro volonta' e' piegata da un inferno di violenze ininterrotte. Violenze compiute da maschi reclutati dall'industria del sesso che, violentando i piccoli fino all'anima, frantumano la considerazione che essi hanno di se stessi, ottenendone la totale sottomissione. Non importa se questi piccoli muoiono dentro, non interessa a nessuno se vengono esposti dietro ampie vetrate ed adulti, di ogni eta' e nazionalita', li abusano in una stanzetta sul retro del pub. Loro hanno un prezzo e sono li' a disposizione di chi offre piu' denaro. Il mercato del sesso ne conta: dai 2 ai 3 milioni in Thailandia; dai 40.000 ai 200.000 nelle Filippine, dai 70.000 ai 100.000 in Giappone; circa 2 milioni in Brasile e 25.000 nella Repubblica Dominicana; 60.000 in Russia, ma molti di piu', se si considerano gli altri paesi dell'ex blocco socialista sovietico. Un trattamento schiavista e' quello che il business della pedofilia riserva a chi ne e' vittima. Il medesimo in cui finiscono le molte meninas de/na rua che, rapite dalle strade di Fortaleza o di Rio de Janeiro, vengono vendute e trasportate nei garimpos: i giacimenti diamantiferi dell'Amazzonia. Queste ragazzine sono costrette a vivere nei bordelli, dentro il cuore della foresta amazzonica, completamente isolate e con poche possibilita' di uscirne libere o vive. La loro eta' va dai 10 anni per non superarne i 20. Sono sottomesse giorno e notte ai garimperos, uomini sporchi e violenti, abituati a qualsiasi trattamento, come la curra (lo stupro di gruppo), come le frustate e il limone sulle ferite, come il far abortire le giovani a calci sul ventre o utilizzando i ferri da calza. Le meninas dei garimpos non posso fuggire, non hanno scampo: la schiavitu' per debito le imprigiona in una spirale senza fine che, per molte di loro, significa morte. * Fa lo stesso, se si tratta delle coste filippine o di quelle brasiliane o cubane. Fa lo stesso se si tratta delle vie di Pietroburgo o di quelle Mosca o di Praga. La violenza non cambia, forse i motivi: per moltissimi piccoli e' la fame e la disperazione che li costringono ad affittare se stessi; per altri, sono stati gli adulti a decidere. I genitori che, sapendo o no la veritr, li hanno venduti per alcune centinaia di dollari alle donne pescatrici. Oppure, affamati predatori si sono recati nei villaggi dove vivono o nelle fogne che li ospitano e li hanno attirati, con dei pasti caldi e qualche spicciolo, per poi rapirli. Da qui, ad una vita di soprusi: educati al sesso da prostitute abili nel mestiere, ammassati in pochi metri quadrati, magari incatenati. In fin dei conti, i soldi che il business della pedofilia assicura, giustificano tutti i maltrattamenti a cui i minori sono sottoposti, per fino il rinchiuderli in ampi stanzoni ed esaminarli come animali al macello, prima di cederli al migliore offerente. Cinque milioni di dollari, tanto fattura l'industria del piacere, non sono uno scherzo. * La polizia e gli apparati giudiziari, nei paesi del sesso, sanno. Ma il discorso vale anche per loro: in cambio di laute mance, chiudono gli occhi. Addirittura, inseguono i bambini che fuggono dai bordelli, per poi catturarli ed abusarne per primi, spezzando il loro rifiuto. Meglio ancora se si tratta di piccole vergini. Le vergini sono vendute a peso d'oro in Brasile, dove esiste un florido mercato - detto, appunto, delle vergini - che assicura la ricostruzione chirurgica delle imeni. Poco e' stato fatto dai governi di questi paesi per spezzare la spirale del sesso e la compiacenza delle divise. Quando si tratta di bambini poverissimi, fuggiti dalle loro famiglie e abitanti del cemento, non interessa che fine fanno: se diventano formiche della droga o prostituti del piacere altrui. Anche se finiscono nei riformatori sono comunque sottoposti a torture di qualsiasi tipo, a volte, da parte degli stessi educatori. La societa' li etichetta come cani randagi e, come cani, non ha alcun scrupolo ad eliminarli: il silenzio comune diventa assenso. E i pedofili lo sanno. Chi, meglio di un piccolo invisibile, puo' diventare il compagno ideale dei loro sporchi giochi erotici? * Un minore e' ricattabile. Lo e' di sicuro se il suo corpo abusato e' immortalato in un film hard, girato mentre l'abuso si compie, pianificato nei particolari affinche' certe scene ne aumentino il prezzo. Meglio, se la vittima muore dopo averla sottoposta a strazianti agonie: il prodotto e' piu' interessante (i cosidetti snuff).

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